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Transizione 5.0 e Iperammortamento: ancora un rinvio. Cosa cambia per le imprese?

Brutte notizie per le aziende che attendevano novità concrete sugli incentivi per l’innovazione. Il tanto atteso decreto fiscale, che avrebbe dovuto sbloccare la situazione sulla Transizione 5.0, è slittato nuovamente.

Cosa c’è in gioco? Il nodo principale riguarda l’Iperammortamento e, nello specifico, la cosiddetta clausola "Made in EU". Al momento, il piano prevede che i beni agevolabili debbano essere prodotti esclusivamente all’interno dell’Unione Europea, un limite che molte imprese e associazioni di categoria chiedono di eliminare per non restringere troppo il campo degli investimenti tecnologici.

I punti chiave del rinvio:

  • Decreto in pausa: Lo slittamento del Consiglio dei Ministri (previsto inizialmente per il 10 marzo) tiene in sospeso la norma correttiva.

  • Incertezza operativa: Senza il via libera definitivo, resta difficile per le imprese pianificare l'acquisto di nuovi macchinari e software con la certezza del beneficio fiscale.

  • Obiettivo semplificazione: La nuova Transizione 5.0 punta a tornare al meccanismo dell'iperammortamento (maggiorazione del costo fiscale) per superare le complessità burocratiche dei precedenti crediti d'imposta.

Cosa fare ora? In questa fase di "stand-by", il consiglio è di monitorare attentamente i requisiti di efficientamento energetico (riduzione dei consumi del 3% sulla struttura o del 5% sul processo), che restano il pilastro per ottenere le aliquote più alte.

Restate sintonizzati: vi aggiorneremo non appena il testo del decreto sarà ufficialmente approvato!


Scarica il comunicato del MEF



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