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Transizione 5.0 e Iperammortamento: ancora un rinvio. Cosa cambia per le imprese?

12 mar
Tempo di lettura: 1 min

Brutte notizie per le aziende che attendevano novità concrete sugli incentivi per l’innovazione. Il tanto atteso decreto fiscale, che avrebbe dovuto sbloccare la situazione sulla Transizione 5.0, è slittato nuovamente.

Cosa c’è in gioco? Il nodo principale riguarda l’Iperammortamento e, nello specifico, la cosiddetta clausola "Made in EU". Al momento, il piano prevede che i beni agevolabili debbano essere prodotti esclusivamente all’interno dell’Unione Europea, un limite che molte imprese e associazioni di categoria chiedono di eliminare per non restringere troppo il campo degli investimenti tecnologici.

I punti chiave del rinvio:

  • Decreto in pausa: Lo slittamento del Consiglio dei Ministri (previsto inizialmente per il 10 marzo) tiene in sospeso la norma correttiva.

  • Incertezza operativa: Senza il via libera definitivo, resta difficile per le imprese pianificare l'acquisto di nuovi macchinari e software con la certezza del beneficio fiscale.

  • Obiettivo semplificazione: La nuova Transizione 5.0 punta a tornare al meccanismo dell'iperammortamento (maggiorazione del costo fiscale) per superare le complessità burocratiche dei precedenti crediti d'imposta.

Cosa fare ora? In questa fase di "stand-by", il consiglio è di monitorare attentamente i requisiti di efficientamento energetico (riduzione dei consumi del 3% sulla struttura o del 5% sul processo), che restano il pilastro per ottenere le aliquote più alte.

Restate sintonizzati: vi aggiorneremo non appena il testo del decreto sarà ufficialmente approvato!


Scarica il comunicato del MEF



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